ultimo aggiornamento
20 Luglio 2010
organo del partito
comunista internazionale
IL PROGRAMMA COMUNISTA
Redazione: Casella Postale 962
20101 Milano
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Terrorismo padronale e statale, terrorismo del capitale

Quando si minacciano i proletari, quando li si ricatta con la minaccia del licenziamento, quando si attenta direttamente alle loro condizioni di vita e di lavoro, si fa del terrorismo aperto. E le vittime di questo terrorismo aperto – i proletari affamati, spremuti, dileggiati, mutilati fisicamente e psicologicamente, e le loro famiglie (che subiscono direttamente fame, disperazione, tragedie di ogni tipo) – sono centinaia e centinaia di migliaia, sono milioni, sono l’enorme esercito proletario mondiale che, in tempi di espansione economica paga duramente lo sfruttamento micidiale esercitato per gonfiare i profitti e “sostenere lo sforzo economico nazionale” e in tempo di crisi economica subisce l’attacco diretto e indiretto, dentro e fuori le fabbriche e i luoghi di lavoro, con il pretesto che “si deve salvare l’azienda, si deve salvare l’economia nazionale”. La recente vicenda di Pomigliano d’Arco (e le centinaia, migliaia, di altre situazioni simili in giro per il mondo, e quelle che sempre più si verificheranno, se la classe operaia non saprà rialzare la testa e tornare a combattere) è la dimostrazione di questo continuo, incessante terrorismo, teorizzato e praticato contro i proletari di ogni nazione, al pari di quello (ancor più sanguinario e spietato) contro gli immigrati e i migranti, contro le masse proletarizzate di intere aree del mondo, contro tutti quei proletari che vengono trattati alla stregua di carne da macello in guerre inter-imperialistiche, in contese nazionali di ogni tipo. Non c’è gerarchia di gravità nel terrorismo padronale e statale, nel terrorismo del capitale. Per decenni, i proletari di tutto il mondo sono stati illusi che potessero esserci altre vie per “riformare” quello che veniva (e viene) loro presentato come “pur sempre il migliore dei mondi possibili”. Partiti e sindacati, strettamente abbracciati al capitale, sono stati gli strumenti di questa tremenda illusione, che va a pezzi di fronte alla realtà spietata della crisi economica. Ma le illusioni sono dure a morire, riaffiorano di continuo. Tocca a noi comunisti combatterle tutte, mostrandone la vera natura, mostrando ai proletari l’abisso d’inganno e tradimento in cui sono stati precipitati da quei partiti e sindacati. Noi sappiamo che non esistono “padroni buoni” e “padroni cattivi”, esattamente come non esistono “governi amici ” o uno “Stato al di sopra delle parti”: lo Stato è sempre e comunque lo strumento regolatore e repressivo del capitale, e il governo la sua espressione tecnica. I proletari non devono aspettarsi nulla da quelle parti, se non zuccherini (che alla lunga rovinano l’organismo) e soprattutto bastonate (sempre più diffuse, sempre più violente ). Al contrari o, devono riconquistare nella lotta una propria identità e autonomia di classe, buttando a mare tutte quelle forze politiche e sindacali che per decenni li hanno illusi e traditi, e ricostituendo un rapporto di forze favorevole grazie a un antagonismo diffuso e organizzato. Soprattutto, devono riprendere la strada del partito rivoluzionario, del partito comunista internazionale, che in tutta questa lunga fase controrivoluzionaria ha mantenuto salda la rotta del comunismo, unica via d’uscita realistica dal disastro del capitalismo.




Partito Comunista Internazionale
(il programma comunista)


 

continua ne il programma comunista n.4/2010