ultimo aggiornamento
30 aprile 2008
organo del partito
comunista internazionale
IL PROGRAMMA COMUNISTA
Redazione: Casella Postale 962
20101 Milano
il proletariato o è rivoluzionario o non è nulla

ISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell'Internazionale comunista e del Partito Comunista d'Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell'Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell'organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco.

HAT DISTINGUISHES OUR PARTY IS: the political continuity which goes from Marx to Lenin, to the foundation of the Communist International and the Communist Party of Italy (Livorno, 1921); the struggle of the Communist Left against the degeneration of the International, the strugge against the theory of “socialism in one country” and the Stalinist counter-revolution; the rejection of the Popular Fronts and the Resistance Blocs; the difficult task of restoring the revolutionary doctrine and organization in close interrelationship with the working class, against personal and electoral politics.

E QUI NOUS DISTINGUE: La ligne qui va de Marx à Lénine, à la fondation de l’Internationale Communiste et du Parti Communiste d’Italie (Livourne, 1921), à la lutte de la Gauche Communiste contre la dégénerescence de l’Internationale, contre la théorie du "socialisme dans un seul pays" et la contre-révolution stalinienne, et au refus des fronts populaire et des blocs partisans et nationaux. La dure œuvre de restauration de la doctrine et de l’organe révolutionnaires au contact de la classe ouvrière, dehors de la politique personelle et électoraliste.

O QUE DISTINGUE A NUESTRO PARTIDO: la línea que va de Marx a Lenin, a la fundación de la Internacional Comunista y del Partido Comunista de Italia (Livorno, 1921); la lucha de la Izquierda Comunista contra la degeneración de la Internacional, contra la teoría del “socialismo en un solo país” y la contrarrevolución estalinista; el rechazo del los Frentes Populares y de los Bloques de la Resistencia; la dura obra de restauración de la doctrina y del órgano revolucionarios, en contacto con la clase obrera, fuera del politiqueo personal y electoralesco.


Tesi sul ruolo del Partito Comunista nella rivoluzione proletaria
(Tesi 5, II Congresso dell'Internazionale Comunista, 1920)

"L'Internazionale Comunista ripudia nella maniera più categorica l'opinione secondo cui il proletariato può compiere la sua rivoluzione senza un proprio e autonomo partito politico. Ogni lotta di classe è una lotta politica. Lo scopo di questa lotta, che si trasforma inevitabilmente in guerra civile, è la conquista del potere politico. Ma il potere politico non può essere preso, organizzato e diretto, da questo o quel partito politico. Solo se il proletariato ha alla sua testa un partito organizzato e provato, che persegue scopi chiaramente definiti e possiede un programma di azione preciso per l'avvenire vicino, sia nel campo della politica interna che in quello della politica estera, solo allora la conquista del potere politico non sarà un episodio fortuito e temporaneo, ma il punto di partenza di un lavoro duraturo di edificazione comunista ad opera del proletariato.
La stessa lotta di classe esige parimenti la centralizzazione della direzione delle diverse forme del movimento proletario (sindacati, cooperative, comitati di fabbrica, società culturali, elezioni, ecc.). Un simile centro organizzatore dirigente non può essere che un partito politico. Rifiutarsi di crearlo e rafforzarlo, rifiutarsi di sottomettervisi, equivale a respingersi l'unità di direzione delle singole pattuglie di proletari che agiscono sui diversi campi di battaglia. La lotta di classe del proletariato esige infine un'agitazione concentrata, che illumini le diverse tappe della lotta da un punto di vista unitario e attiri in ogni momento l'attenzione del proletariato sui compiti che lo interessano nel suo insieme; cosa che non può realizzarsi senza un apparato politico centralizzato, cioè senza un partito politico […]. Con il solo sciopero generale, con la sola tattica delle braccia incrociate, la classe operaia non può riportare vittoria completa sulla borghesia. Il proletariato deve spingersi fino alla insurrezione armata. Chi ha compreso questo, deve anche comprendere che la necessità di un partito politico organizzato ne discende necessariamente, e che, a questo scopo, delle informi organizzazioni operaie non bastano.
I sindacalisti rivoluzionari parlano spesso della grande importanza di una minoranza rivoluzionaria decisa. Ma questa minoranza rivoluzionaria decisa della classe operaia, questa minoranza comunista che vuole agire, che possiede un programma, che si pone il compito di organizzare le masse, è appunto il Partito Comunista"